Pur avendone l’aspetto, il bël e cötnon è un cotechino. Parente del ben più conosciuto insaccato, il bël e cöt è in realtà un prodotto ben più nobile perché preparato con parti prelibate del maiale. Questo alimento tipico di Russi, infatti, è realizzato con la parte muscolosa del maialee con la sua cotica.

A venderlo sono i negozianti della città e lo si acquista già cotto: proprio da qui deriva il suo nome che significa “già cotto”. La consistenza di questo insaccato è morbida e tenera, quasi si scioglie in bocca. Giuseppe Buscaioli, un cittadino russiano, amava ripetere una frase. “Quand che e salam l’è còt la da esar dur, quand cl’è còt e cudghé la da esar murbi”, diceva l’uomo, ovvero “Quando il salame è cotto deve essere tosto, quando il bël e cöt è cotto deve essere tenero”.

Tradizionalmente lo si mangia durante la Fira di Sett Dulur che si tiene la terza domenica di settembre. La tradizione vuole che lo si mangi con fagioli stufati, oppure con il purè o con una fetta di pane. Il tutto accompagnato da un buon bicchiere di vino, magari di canèna nova. L’insaccato però si presta anche alla realizzazione di nuovi piatti innovativi. Come sempre succede in cucina, la creatività e la fantasia coniugano alla perfezione tradizione e innovazione.

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